Archivio del Design di Ico Parisi Ico Parisi Design Archive
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Archivio del Design di Ico Parisi

C.F. 95125270132

L’Archivio del Design di Ico Parisi è nato con l’intento di conservare, catalogare, studiare e approfondire l’attività di designer di Ico Parisi, e copre tutto il suo percorso professionale dagli esordi fino alla sua scomparsa.

L’Archivio conta, oltre a un’ampia documentazione di gran parte degli arredi e degli oggetti disegnati da Parisi, più di 5.000 stampe fotografiche originali, diapositive e negativi d’epoca, alcuni su lastre in vetro.

L’Archivio è arricchito da una vasta biblioteca che comprende sia le pubblicazioni monografiche sia la maggior parte dei libri in cui è presente l’opera di Parisi, oltre a una ricca selezione di riviste italiane e straniere.

The Ico Parisi Design Archive was established with the aim of conserving, cataloguing, studying and investigating the work of the designer Ico Parisi and covers his entire career from its early beginnings through until his death. In addition to its extensive documentation of most of the furniture and objects designed by Parisi, the archive has more than five thousand original photographic prints, slides and negatives, as well as some glass plates. The archive is also home to his paintings, art glass, ceramics and numerous furniture pieces designed by Parisi. The large library adds much to archive’s collection, including specialist publications and most of the books that contain works of Parisi, not to mention its extensive selection of Italian and foreign magazines.

A no profit association of the same name was created to support and sustain the Ico Parisi Design Archive itself. The aims of the Association are to promote, to safeguard and to expand the documentary material kept at the Archive; to promote studies and organise exhibitions and events that spread awareness of the designer. It supports publications and multimedia ventures both nationally and internationally, fosters research and promotes cultural initiatives linked to the world of design, architecture and contemporary art.

The Association manages the organisation of the archival material in a way that provides ease of consultation and facilitates the issuing of certificates of authenticity of designer pieces.

For information, requests for consultation, archiving or authentication please write to: info@archiviodesignicoparisi.it

A sostegno dell’Archivio del Design di Ico Parisi è stata costituita l’Associazione omonima non profit.

Finalità dell’Associazione è quella di valorizzare, tutelare e ampliare il materiale documentale custodito dall’Archivio; promuoverne lo studio, l’organizzazione di esposizioni, eventi divulgativi, iniziative editoriali e multimediali di valenza nazionale e internazionale; sostenere la ricerca e la promozione di iniziative culturali legate al mondo del design, dell’architettura e dell’arte contemporanea.

Inoltre l’Associazione si prefigge di istituire una borsa di studio da destinarsi a uno/a studente/studentessa di architettura o design residente in Lombardia ma nato/a altrove (sia esso/a italiano/a o straniero/a).


L’Associazione gestisce la struttura archivistica favorendone la consultazione e il rilascio di certificazioni di autenticità dei pezzi di design.
Per informazioni o richieste di consultazioni si prega di contattare direttamente: info@archiviodesignicoparisi.it.

The non-profit Ico Parisi Design Association was conceived to preserve, to sustain, to develop and to spread knowledge, awareness and understanding of, the Ico Parisi Design Archive.

The Archive is accessible through the Association, which is the custodian for all the work of the designer Ico Parisi from the late thirties until 1996.

The Archive is organised chronologically and by subject matter and contains photographs and documentation on all of his furnishings and design items, which are filed in a large library along with books and magazines of the time that relate to the architect's projects and his personal areas of study and research.

The Association also intends to establish an Ico Parisi scholarship that will be awarded every three years to a young architecture or design student that lives in Lombardy but was born elsewhere, including outside of Italy.


For access to the Archives, as well as for the obtaining of certificates of authenticity, it is necessary to first join the Association by submitting a formal request and paying the membership fee.
Requests should be sent to: info@archiviodesignicoparisi.it

Ordine degli Architetti PPC di Como presenta "Ico Parisi. Catalogo Ragionato 1936-1960"

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Triennale Design Museum presenta "Ico Parisi. Catalogo Ragionato 1936-1960"

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Ico Parisi. Catalogo Ragionato 1936-1960

È ora disponibile nelle librerie italiane il libro "Ico Parisi. Catalogo Ragionato 1936-1960" a cura di Roberta Lietti, editore Silvana Editoriale.

Ritrovare Ico Parisi

Articolo su Domus 1010

Ritrovare Ico Parisi

15 gennaio - 19 marzo 2017

mostra presso il Belvedere della Villa Reale di Monza, fino al 2 maggio

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Ordine degli Architetti PPC di Como presents "Ico Parisi. Catalogo Ragionato 1936-1960"

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Triennale Design Museum presents "Ico Parisi. Catalogo Ragionato 1936-1960"

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Ico Parisi. Catalogo Ragionato 1936-1960

It is now available in italian bookstores the book "Ico Parisi. Catalogo Ragionato 1936-1960" curated by Roberta Lietti, edited by Silvana Editoriale

Ritrovare Ico Parisi

Article on Domus 1010

Ritrovare Ico Parisi

15 January - 2 May 2017

Personal exhibition – Villa Reale, Monza, until 2 May

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Domenico (Ico) Parisi nasce il 23 settembre 1916 a Palermo, da genitori siciliani, allora residenti in Piemonte. Nel 1925 la famiglia Parisi si trasferisce a Como dove Ico si diploma perito edile nel 1936. Terminati gli studi, Parisi svolge un periodo di apprendistato presso lo studio Terragni. Qui ha l’occasione di conoscere e frequentare personalità dell’architettura, dell’arte e della cultura italiana quali Cattaneo, Lingeri, Radice, Rho, Bontempelli, Bardi, Persico, Ciliberti e Sartoris. Appassionato di cinema e di fotografia, realizza, su richiesta di Giuseppe Terragni, le immagini fotografiche della Casa del Fascio, pubblicate sul n.35 di Quadrante interamente dedicato all’edificio. Dopo aver partecipato all’allestimento della Mostra Coloniale (Villa Olmo, Como, 1937), Parisi fonda, con gli amici architetti Fulvio Cappelletti, Giovanni Galfetti e Silvio Longhi, lo Studio Tecnico Artistico Alta Quota, gruppo di progettazione eterogenea.

Di questo periodo, oltre ai vari progetti in gran parte non realizzati, sono due documentari, girati insieme a Costamagna e Galfetti: Como+Como+Como e Risanamento edilizio della città di Como, filmato per conto del Comune di Como.

Con l’entrata in guerra dell’Italia, Parisi è arruolato con il grado di sottotenente nel IX Battaglione Pontieri, operativo sul fronte russo. Profondamente coinvolto nell’esperienza bellica, documenta ciò che vede con disegni e soprattutto attraverso la macchina fotografica, mezzo espressivo che utilizzerà per tutta la sua vita. Congedato nel 1943 e tornato a Como, riprende l’attività progettuale, particolarmente indirizzata alla realizzazione di singoli arredi, di allestimenti espositivi e di architetture d’interni, in collaborazione con Luisa Aiani, giovane vedova di Giovanni Galfetti.

Fotografia di Ico Parisi con la moglie Luisa Aiani

Nel 1947 sposa Luisa e con lei apre il primo studio di arredamento che nel 1948 prenderà il nome de La Ruota, luogo di progettazione ma anche di proposte d’arte, di esposizioni e di incontri culturali. Nel 1952, su sollecitazione dell’amico Sartoris, riceve la laurea in Architettura presso l’Institut Aetheneum di Losanna.

A partire dai primi anni ’50 l’attività di Parisi come progettista d’arredi e come architetto si fa sempre più intensa e prolifica. Fin dalle prime esperienze progettuali Parisi assume come elemento metodologico il concetto, già di Carlo Belli e di Alberto Sartoris, di ‘integrazione delle arti’ che vede, nello stretto coinvolgimento di pittori e scultori nel lavoro di progettazione, i presupposti per un nuovo modo di fare architettura. Alcuni esempi di questo metodo sono casa Carcano a Maslianico (Como) del 1950, in cui, per la prima volta sono coinvolti artisti quali Mario Radice e Fausto Melotti, casa Bini a Como del 1951, il Padiglione Soggiorno realizzato a Milano in occasione della X Triennale del 1954, la ‘casa di vacanze’ per la mostra Colori e Forme nella casa d’oggi allestita a Como nel 1957, casa Parisi nel 1958, la chiesa di Santa Maria dell’Osa a Fonteblanda (Grosseto) del 1962/63, il progetto per il concorso per il Monumento alla Resistenza di Cuneo (1962), casa Fontana a Lenno del 1967, casa Vivere Insieme a Montorfano del 1969.

Fotografia di Ico Parisi in studio

La fine degli anni ’60 segna un punto di svolta nella ricerca progettuale di Parisi. Con i Contenitoriumani, in collaborazione con lo scultore Francesco Somaini e presentati per la prima volta al Salone del Mobile di Milano nel settembre 1968, Parisi inizia un nuovo percorso d’indagine volto a definire una diversa idea utopico-esistenziale del vivere, pur non abbandonando completamente la progettazione di edifici e di arredi. Tale ricerca, sviluppata in collaborazione con un gruppo di artisti, si concretizza, nel 1972-73, nel progetto Ipotesi per una casa esistenziale, presentato per la prima volta nel 1974 a Parigi. A esso fa seguito, nel 1974-1976, Operazione Arcevia, culmine della ricerca esistenziale parisiana, affrontata in modo corale e interdisciplinare attraverso il coinvolgimento di critici d'arte, artisti, poeti, registi, musicisti, sociologi uniti in un gruppo di lavoro finalizzato alla progettazione di una intera comunità esistenziale. Il progetto viene presentato nell’ambito della 76a Biennale di Venezia e successivamente esposto presso la Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma (1979). Da questa esperienza d’indagine utopico-esistenziale derivano le successive ricerche grafiche definite da Parisi ‘tavole di provocazione’: Utopia realizzabile, Apocalisse gentile, Crolli edificanti oltre alla performance Libertà è uscire dalla scatola e alle installazioni urbane Sigilli e Torre di Babele. Questi lavori sono tema d’innumerevoli mostre collettive e personali (Biennale di Venezia nel 1978, In/Arch a Roma nel 1979, Musée d’Ixelles a Bruxelles nel 1980, Palazzo dei Diamanti, Ferrara nel 1981, Istituto Italiano di Cultura, Parigi e Centro Culturale ADP di Lille nel 1984 ed altre). Nel 1986, presso il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, si tiene la prima mostra antologica a lui dedicata.

Nel 1990 scompare improvvisamente Luisa, compagna di vita ed inesauribile fonte di energia creativa. Parisi, benché profondamente scosso, continua la sua attività progettuale ed espositiva con una grande antologica presso la Palazzina dei Giardini di Modena seguita da altre personali sia a Como sia a Modena. Nel 1992 inaugura l’ultima sua provocazione architettonica, il Bobadilla, edificio polivalente progettato in collaborazione con Angelo Cassi.

Ico Parisi muore a Como il 19 dicembre 1996.

Domenico (Ico) Parisi was born in Palermo on 23 September 1916 of Sicilian parents, mostly resident in the Piedmont region of northern Italy. In 1925 the Parisi family moved to Como where Ico obtained his building technician’s diploma in 1936. After his studies Parisi was apprenticed to the firm of Terragni. This placement gave him the chance to meet important personalities of the day in the worlds of Italian architecture, art and culture, including Cattaneo, Lingeri, Radice, Rho, Bontempelli, Bardi, Persico, Ciliberti and Sartoris. A true enthusiast of cinema and photography he produced the images, at the behest of Giuseppe Terragni, of the Casa del Fascio, which were published in the Quadrante magazine, whose 35th edition was wholly dedicated to that building. After his involvement in the sets for the exhibition Mostra Coloniale (at Villa Olmo, Como, in 1937), Parisi established a heterogeneous design group, called Studio Tecnico Artistico Alta Quota, with his architect friends Fulvio Cappelletti, Giovanni Galfetti and Silvio Longhi.

In this period, as well as a number of projects that in great part failed to come to fruition, two documentaries emerged that were filmed together at Costamagna and Galfetti, called Como+Como+Como and Risanamento edilizio della città di Como, (Reconstruction of the city of Como) and produced for the City of Como.

When Italy entered the second world war, Parisi enlisted with the rank of second lieutenant in the ninth Battalion Pontieri, operating on the Russian front. Deeply involved in the experience of war, he documented all that he saw with drawings, as well as and especially through the lens of his camera, a means of expression that he would be greatly attached to all of his life. He was discharged from the forces in 1943 and returned to Como where he resumed his design activities, working particularly on individual pieces of furniture, exhibition sets and architectural interiors in collaboration with Luisa Aiani, the young widow of Giovanni Galfetti.

Photo of Ico Parisi with his wife Luisa Aiani

In 1947 he married Luisa and with her opened his first furniture studio in 1948, which took the name of La Ruota, the wheel, that was a hub for design, art, exhibitions and cultural events. In 1952, at the urging of his friend Sartoris, he picked up his degree in architecture at the Institute Athenaeum of Lausanne.

From the early nineteen fifties Parisi’s work as a designer of furniture and as an architect became even more intense and prolific. Since his very earliest projects, Parisi had taken on a methodological approach, already seen in the works of Carlo Belli and Alberto Sartoris, that saw the integration of the pictorial arts in design work, with the involvement of painters and sculptures in the design process, paving the way for a new way of doing architecture. Examples of the fruits of this method included the Casa Carcano in Maslianico (Como) of 1950, where, for the first time, artists such as Mario Radice and Fausto Melotti were involved, the Casa Bini in Como of 1951, the Pavilion Lounge at the 10th Milan Triennale of 1954, the 'holiday home' for the exhibition Colori e Forme nella casa d’oggi (Colour and Form in today’s home) held in Como in 1957, the Casa Parisi of 1958, the church of Santa Maria dell'Osa in Fonteblanda (Grosseto) of 1962/63, the project for the competition for the Monument to the Resistance in Cuneo (1962), the Casa Fontana in Lenno of 1967 and the house for Vivere Insieme (Living together) in Montorfano in 1969.

Photo of Ico Parisi in its studio

The late nineteen sixties marked a turning point for Parisi’s exploration of the world of design. With the Contenitoriumani, (Human containers) made in collaboration with the sculptor Francesco Somaini and presented for the first at the Salone del Mobile in Milan in September of 1968, Parisi embarked on a new direction, seeking to define a new Utopian existential idea of living, while not completely abandoning the designing of buildings and furnishings. These investigations, carried out in collaboration with a group of artists, resulted in 1972 and 1973 in the design project Ipotesi per una casa esistenziale, or an idea for an existential house, presented for the first time in Paris in 1974. This was followed in the years 1974 to 1976 by the Arcevia operation, the culmination of the Parisian existential quest, approached in a combined, interdisciplinary mode with the involvement of art critics, artists, poets, filmmakers, musicians, sociologists and a working group aiming to design an entire existential community. The project was presented at the 76th Venice Biennale and subsequently exhibited at the National Gallery of Modern Art in Rome in 1979. From the explorations for an existential Utopia there followed graphic works that were dubbed by Parisi 'plates of provocation’, variously entitled Utopia realizzabile, Apocalisse gentile, Crolli edificanti (Realisable Utopia, Gentle apocalypse and Edifying collapse), as well as the performance Libertà è uscire dalla scatola (Freedom is getting out of the box) and the urban installations Seals and Tower of Babel. These works have been the subject of numerous one-man and group exhibitions (including the Venice Biennial 1978, In/Arch in Rome 1979, the Museum of Ixelles Brussels in 1980, Palazzo dei Diamanti in Ferrara 1981, the Italian Cultural Institute in Paris and the ADP Cultural Centre of Lille in 1984 and others). In 1986 the first retrospective of his work was held at the Pavilion of Contemporary Art in Milan.

In 1990 Luisa, his partner in life and inexhaustible source of creative energy, suddenly died. Though deeply shocked, Parisi continued his design work and exhibitions, with a major retrospective at the Palazzina dei Giardini in Modena followed by other personal exhibitions in Como and Modena.

In 1992 he inaugurated his last provocative architectural work, Bobadilla, a multipurpose building designed in collaboration with Angelo Cassi.

Ico Parisi died in Como on 19 December 1996.

Ico Parisi è da considerarsi, insieme a Ponti, Mollino e De Carli, come uno dei maggiori artefici del cambiamento di stile nell’arredo italiano dell’immediato dopoguerra.

Gli esordi sono eclatanti: nel 1947 arreda con soluzioni non convenzionali la Libreria dello Stato a Milano.

Di lì a qualche mese è invitato da Fede Cheti a partecipare alla mostra Lo stile nell’arredamento moderno dove presenta una serie di piccoli mobili molto ammirati, alcuni riproposti nel 1948 nel 34e Salon des Artistes Décorateurs di Parigi.

Fautore di uno stile libero, dove invenzioni aerodinamiche e soluzioni costruttive ardite, spesso di ispirazione organica, sono realizzate grazie all’abilità tecnico-costruttiva di artigiani canturini (quali Brugnoli, Colombo, Rizzi) che gli garantiscono risultati d’eccellenza, Parisi spazia nella progettazione da mobili complessi a piccoli complementi d’arredo, accomunati da una inesauribile vena creativa. Nel 1951 è invitato, insieme agli architetti Angeli e Saibene, alla IX edizione della Triennale di Milano. Qui l’eclettismo di Parisi si esprime in tutte le sue declinazioni tanto che gli arredi presentati vengono definiti da Gio Ponti in Domus come “turbolenti, ‘non lasciati in pace’ dalla fantasia”.

E’ l’inizio di una poliedrica attività progettuale che lo porta a disegnare una serie di mobili per le ditte americane Singer&Sons e Altamira. Ed è anche l’inizio di nuove collaborazioni che si concretizzeranno con la neonata industria mobiliera brianzola, in particolare con le ditte Angelo De Baggis di Cantù, la Bonacina di Lurago d’Erba, e soprattutto con la Figli di Amedeo Cassina di Meda. Con Cesare Cassina Parisi instaura un rapporto di totale collaborazione: non solo sarà uno dei designer di punta per arredi paradigmatici (ne è esempio la famosa poltrona 813) ma gli verranno affidate la progettazione degli showroom di Meda e di Roma oltre alla curatela del catalogo aziendale.

Fotografia di Ico Parisi con sedia

All’esperienza Cassina si aggiunge, a fine anni ’50, quella con le ditte romane MIM e Stildomus. Per MIM Parisi disegna tavoli, tavolini e letti di funzionale eleganza e soprattutto un paio di librerie modulari (Lerici e Urio) che permettono un utilizzo pressoché illimitato. Con Stildomus libera la fantasia nel progettare una serie di complementi d’arredo e di oggetti per la casa che viene proposta con il nome di Stildomuselezione.

Con il cambiare delle esigenze abitative anche la ricerca di Parisi si adegua: superato il concetto di ‘mobile singolo’, il mercato degli anni ‘70 richiede soluzioni duttili, adattabili a ogni esigenza con mobili componibili multifunzione. Parisi progetta contenitori assemblabili, facilmente inseribili in qualsiasi tipo d’ambiente, complementari a letti e soggiorni, per lo più prodotti in serie dalla ditta Longhi di Meda. Nello stesso periodo Parisi si dedica anche alla realizzazione di complementi d’arredo oltre a numerosi oggetti d’arte in terraglia, ceramica e vetro di Murano.

Dopo un periodo dedicato principalmente alla ricerca utopistica, negli anni ’90 la vena creativa di Parisi ritorna prepotentemente vivace, arricchita da una nota di ironia. Parisi, ormai ottantenne, ritorna a progettare il mobile singolo, disegnando cassettoni da centro dalle forme di animali fiabeschi. Le serpi, l’orso e il rinoceronte sono il suo ultimo gesto ludico e provocatorio.

Ico Parisi should be regarded, alongside Ponti, Mollino and De Carli, as one of the leading movers behind the change in style in Italian furniture in the immediate post-war period.

His earliest work was very striking as illustrated by his unconventional furnishing of the State Library in Milan in 1947. Within a few months he was invited by Fede Cheti to take part in the exhibition Lo stile nell’arredamento moderno (Modern furniture design) at which he exhibited a furniture series that was much admired, some of which was re-shown in 1948 in the 34th Salon des Artistes Décorateurs in Paris.

He was a proponent of the free style, in which aerodynamic creations and inventive construction, often of organic inspiration, were produced using the technical and building skills of Cantù craftsmen (such as Brugnoli, Colombo and Rizzi) who assured that truly excellent results were achieved. Parisi ranged across the board to embrace highly complex furniture and furnishing features, all of which drawing on his inexhaustible vein of creativity.

In 1951 he was invited, together with the architects Angeli and Saibene, to the ninth Milan Triennale. Here the eclectic nature of Parisi’s vision was expressed in all its forms, such that the furniture exhibited was described by Gio Ponti in Domus as "a turbulent, 'restless' issue of the imagination".

Fotografia di Ico Parisi with chair

It was the beginning of a multi-faceted design activity from him that produced a series of furniture pieces for the American firms Singer & Sons and Altamira. It was also the start of partnerships with the fledgling furniture industry of Brianza, and in particular with the Angelo De Baggis firm of Cantù, Bonacina of Lurago d'Erba, and most especially also with Figli di Amedeo Cassina of Meda. He established a particularly fecund working relationship with Cesare Cassina, becoming one of his key designers of paradigmatic furniture (an example being the famous 813 armchair) and entrusted with the design of the Meda and Rome showrooms and the editing of the company catalogue.

At the end of the fifties work with the Roman companies of MIM and Stildomus would be added to his portfolio and his experience with Cassina. For MIM, Parisi designed dining tables, coffee tables and elegant but functional beds, as well as a set of modular bookshelves (Lerici and Urio) that offered almost unlimited arrangements for their use. With Stildomus his creativity was unleashed with the designing of a whole series of furnishing accessories and items for the home that were presented as the Stildomuselezione.

With changing housing needs and lifestyles Parisi adapted to more flexible requirements. On the passing of the age of the single piece of furniture, the market of the seventies demanded flexibility to respond to individual needs with modular and multifunctional approaches to interior design. Parisi designed container assemblies that could fit into any type of environment, being complementary to bed and sitting rooms, and mostly mass-produced by the company Longhi of Meda. In those same years Parisi also put his mind to the creation of a range of furnishings, art pottery, ceramics and Murano glass.

After a period during which he worked mainly on his Utopian quest, the creative vein of Parisi took on a new and lively turn, characterised by as strong sense of irony. By now in his eighties Parisi finally returned to designing individual pieces of furniture, designing central dressers featuring fairy-tale animals, with snakes, bears and rhinoceroses as his last playful and provocative creative offerings.

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